Costruire relazioni di cura. Visione, azioni e organizzazione del centro studi cura e comunità per le medical humanities

Scritto il 23/03/2026
da Saverio Nardella

Istituito nel 2019 all’interno del Dipartimento Attività Integrate Ricerca e Innovazione (DAIRI), il Centro Studi Cura e Comunità per le Medical Humanities dell’AOU di Alessandria nasce con l’obiettivo di superare una visione della medicina ridotta alle sole coordinate tecnico-diagnostiche. La sua missione è restituire alla medicina il senso autentico di therapeia, prendendosi cura della persona nella sua interezza biologica, psicologica, sociale e culturale.nIl Centro si fonda su tre pilastri strategici:n1. integrare sapere scientifico e umanistico per arricchire la pratica clinica;n2. utilizzare la narrazione come dispositivo strategico ed ermeneutico per costruire percorsi di cura personalizzati;n3. generare una cultura organizzativa basata su empatia, ascolto e bellezza, essenziali per l’esperienza dei pazienti e per contrastare il burnout degli operatori.nnCon oltre 40 iniziative all’attivo e più di 500 professionisti coinvolti, il Centro promuove una sanità partecipata dove cittadini e associazioni di volontariato diventano co-protagonisti del percorso assistenziale, mentre agli operatori sanitari è dedicato un “welfare culturale” per sostenere il loro equilibrio emotivo.nL’operato del Centro si articola su sette direttrici principali:n- medicina narrativa: è il pilastro metodologico. Progetti come NAME Piemonte hanno misurato rigorosamente come l’impatto della narrazione riduca i conflitti e migliori l’aderenza terapeutica. Un altro esempio virtuoso è l’approccio narrativo impiegato in Ostetricia per la gestione del lutto perinatale;n- arti espressive: la musica e l’arte visiva diventano strumenti terapeutici. Iniziative di rilievo includono la musicoterapia per pazienti oncologiche (CASTA DIVA), il canto di gruppo per contrastare la depressione post-partum (Music and Motherhood, in collaborazione con l’OMS e l’ISS), e i laboratori di arte terapeutica come Lo sguardo del cuore;n- attraverso il Seminario di Clinica Legale Medica, si indagano le implicazioni normative, la tutela dei diritti e le responsabilità professionali;n- iniziative come la Biblioteca del Paziente mirano a fornire un’informazione sanitaria chiara e comprensibile (Health Literacy);n- l’ospedale viene vissuto come luogo di relazioni e memoria. Progetti come “Il verde terapeutico” e il restauro di beni storici (es. la Chiesa di Gardella e la quadreria della Sala Moncalvo) restituiscono alla comunità spazi di rigenerazione e riflessione.nnIl Centro punta a trasformare le Medical Humanities da iniziative isolate a componente strutturale dei modelli organizzativi e clinico-assistenziali: attraverso una solida rete con gli enti locali, l’accesso a bandi e il fundraising, l’obiettivo ultimo è costruire un sistema stabile in cui eccellenza clinica e centralità della persona si coniughino indissolubilmente.