Fondato nel 1964 per iniziativa dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, il Policlinico Agostino Gemelli IRCCS ha sviluppato un modello integrato in cui l’attività clinica, la ricerca scientifica e la didattica universitaria si alimentano reciprocamente: la struttura ha vissuto un’espansione infrastrutturale e funzionale, rafforzando la sua vocazione internazionale attraverso collaborazioni accademiche e programmi europei. Un passaggio evolutivo fondamentale è avvenuto nel 2015, quando il Policlinico ha assunto la forma giuridica di Fondazione, assetto che gli ha conferito maggiore autonomia operativa e capacità di attrarre risorse, consolidando la sua leadership nel panorama sanitario.
La gestione del Policlinico si basa su una governance strutturata e orientata all’etica: la Direzione Generale coordina tutte le attività operando in sinergia con la Direzione Sanitaria, garante della qualità clinica, e la Direzione Scientifica, motore dell’innovazione. A tutela dell’integrità istituzionale e dei diritti dei pazienti, il Gemelli si avvale di un sistema di controllo rigoroso: il Comitato Etico valuta le implicazioni morali delle sperimentazioni cliniche, mentre l’Organismo di Vigilanza e il Codice Etico assicurano la correttezza gestionale prevendo il rischio di illeciti. Questa impalcatura etica riflette l’identità e i valori fondanti dell’istituzione, di ispirazione cristiana, che pongono al centro la dignità, i bisogni fisici, psicologici e spirituali della persona.
La crescita del Gemelli è segnata da un continuo potenziamento tecnologico: tra i principali traguardi figurano l’apertura del nuovo polo oncologico, l’implementazione di sale operatorie ibride, laboratori di microbiologia molecolare di ultima generazione e l’introduzione della chirurgia interventistica robotizzata.
L’aspetto più innovativo del Gemelli è la sua capacità di dimostrare che l’alta tecnologia e l’umanizzazione della cura si potenziano a vicenda. Per superare la frammentazione dell’assistenza ospedaliera tradizionale, l’ospedale ha adottato il modello del Primary Nursing, assegnando a ogni paziente un “infermiere primario” che diventa il punto di riferimento costante per tutto il percorso di cura. Questo approccio relazionale, fondamentale in ambiti critici come la Cardiochirurgia, si è integrato perfettamente con il Progetto PERLA, la prima certificazione italiana per la qualità della cura centrata sulla persona, unendo competenze cliniche avanzate, empatia, ascolto e personalizzazione.