Il reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale Niguarda di Milano rappresenta da anni uno dei punti di riferimento a livello nazionale per la salute della donna. Un centro che coniuga alta specializzazione clinica, tecnologie avanzate e un’organizzazione multidisciplinare capace di accompagnare le pazienti in tutte le fasi della vita, dalla gravidanza ai percorsi ginecologici più complessi.
Alla guida di questa realtà c’è il dottor Federico Spelzini, direttore della UOC di Ostetricia e Ginecologia, che insieme al suo team lavora ogni giorno per garantire qualità delle cure, innovazione e una presa in carico attenta e personalizzata delle pazienti, contribuendo a mantenere Niguarda tra le strutture sanitarie più apprezzate e riconosciute del Paese.
Abbiamo il piacere di parlarne direttamente con lui, per approfondire il modello organizzativo del reparto, le innovazioni tecnologiche e le sfide future che riguardano la salute della donna nelle diverse fasi di vita e la medicina materno-infantile.
Quali sono oggi le tecnologie più avanzate che utilizzate e in che modo migliorano concretamente la diagnosi e il trattamento delle pazienti?
Nel mondo ginecologico ha preso piede la medicina di precisione, in accordo alla quale i percorsi diagnostico-terapeutici possono essere personalizzati sulla base di una serie di informazioni riguardanti la biologia della malattia e le caratteristiche della paziente. Questo concetto è ben rappresentato nell’ambito oncologico, dove negli ultimi anni sono stati introdotti regimi terapeutici volti a ridurre l’invasività chirurgica e a personalizzare la terapia medica. Con questo tipo di approccio si può perseguire una migliore risposta in termini di sopravvivenza a fronte di un contenimento degli effetti collaterali e delle complicanze. In generale anche l’approccio alla patologia benigna con implicazioni chirurgiche, a differenza di quanto si è verificato in passato, è orientato al miglioramento della qualità di vita, oltre che alla cura della malattia. Questo concetto si concretizza ad esempio nell’impiego di terapie mediche di supporto finalizzate a stabilizzare la paziente in previsione dell’intervento, come nel caso di patologia emorragica, oppure percorsi riabilitativi postoperatori, come nel caso di chirurgia funzionale. Dal punto di vista prettamente tecnologico una svolta epocale si è verificata prima con l’impiego di metodiche mini-invasive e poi con l’introduzione della chirurgia robotica single port, che permette di eseguire procedure ad alta complessità attraverso una singola incisione di pochi millimetri, che associa un risultato estetico impareggiabile ad una rapida ripresa funzionale. Questo tipo di tecnologia al momento è appannaggio di pochi centri in Europa, le piattaforme installate di questo tipo in tutta Europa sono infatti circa cinquanta, di cui due al Niguarda. Questo aspetto ben rappresenta il livello di avanzamento tecnologico presente in Ospedale.
Uno degli aspetti che distingue i centri di eccellenza è la capacità di accompagnare la paziente lungo tutto il percorso di cura. Come è organizzato, nel vostro Reparto, il modello di presa in carico multidisciplinare, dalla diagnosi al follow-up?
Il percorso diagnostico e la presa in carico sono svolti da professionisti dedicati a specifiche sottospecialità, sia in ambito ostetrico che ginecologico. Il percorso pre-chirurgico nei casi complessi viene discusso da un’equipe multidisciplinare che successivamente coopera nell’esecuzione della procedura. Il ricovero delle pazienti avviene in contesti assistenziali differenti, a seconda del livello di intensità di cura. Si passa in crescendo infatti da un reparto di day surgery, a una week surgery, a una degenza ordinaria, all’alta intensità, alla sub-intensiva ed infine alla terapia intensiva. In questo gradiente di complessità la paziente viene collocata sulla base di una strategia condivisa con gli anestesisti e i rianimatori. Durante l’arco del ricovero la stessa paziente potrebbe infatti trovarsi a transitare in maniera programmata da uno o più di questi contesti assistenziali. Le variabili che determinano la scelta riguardano la complessità della procedura chirurgica, ma anche l’eventuale fragilità della paziente. In ogni caso c’è una programmazione e una condivisione dei percorsi.
La sua struttura gestisce ogni anno un numero molto elevato di pazienti e di nascite. Quali sono gli elementi organizzativi che vi permettono di mantenere standard così elevati di sicurezza, efficienza e qualità dell’assistenza?
La discussione preliminare dei casi, il confronto nell’ambito di un team multidisciplinare, la disponibilità di risorse tecnologiche, il debriefing e l’attività di risk management sono elementi che fanno la differenza e sviluppano la predisposizione a un approccio solido e strutturato alle criticità. Quotidianamente si svolge un briefing ostetrico che coinvolge medici, ostetriche, anestesisti e neonatologi. Settimanalmente si svolgono un incontro di programmazione chirurgica e uno di pianificazione con il responsabile infermieristico, dell’anestesia e del controllo gestione in seno al blocco operatorio. Ogni settimana facciamo un meeting multidisciplinare oncologico con lo specialista oncologo, radiologo, radioterapista e anatomopatologo.
Mensilmente vengono organizzati incontri con neonatologi, cardiologi e chirurghi pediatrici per discutere i casi complessi, sia sul versante fetale che su quello materno. Essendo Niguarda un ospedale di riferimento dotato di centro trapianti, chirurgia cardio-toraco-vascolare e cardiochirurgia pediatrica, il case mix delle pazienti in gravidanza che si rivolge alla nostra struttura può essere estremamente impegnativo e complesso. Questa agenda densa di impegni e incontri credo rappresenti efficacemente il livello di complessità, che impone standard di competenze elevati.
Oltre all’eccellenza clinica, oggi è sempre più importante l’attenzione alla dimensione umana della cura. In che modo il vostro team lavora per garantire alle donne un percorso assistenziale che sia non solo efficace dal punto di vista medico-chirurgico, ma anche accogliente e personalizzato?
Dal punto di vista infrastrutturale e organizzativo c’è attenzione al rispetto della privacy e alla separazione dei percorsi tra pazienti con condizioni cliniche che hanno implicazioni psicologiche importanti, soprattutto in ambito ostetrico, come le donne che perdono la gravidanza o che devono interromperla per gravi patologie congenite. Per le pazienti straniere è attivo un servizio di mediazione culturale e in collaborazione con la terapia intensiva neonatale, ed è garantita la presenza di supporto psicologico dedicato all’area materno-infantile. Per quanto riguarda invece l’area oncologica anche qui è presente un supporto psico-oncologico, prerequisito essenziale di raccordo assistenziale con l’unità operativa di oncologia e delle cure palliative presso cui le pazienti proseguono il percorso di cura.
Guardando ai prossimi anni, quali sono le sfide e gli obiettivi di sviluppo per la UOC di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale Niguarda per continuare ad essere un centro di eccellenza a livello nazionale?
La sfida più avvincente sarà quella di preservare la propria vocazione di ospedale pubblico multi-specialistico, che di fatto rappresenta un’attrattiva non solo per l’utenza, ma anche per il personale sanitario, attirato dalla possibilità di sviluppare le proprie competenze di lavorare confrontandosi quotidianamente con la complessità. In un momento storico caratterizzato dalla carenza di personale e dal progressivo abbandono della carriera sanitaria nelle strutture pubbliche, Niguarda rappresenta un’oasi. Non a caso oltre ad essere una rete formativa universitaria, è oggetto di numerose domande di frequentazione da parte di medici in formazione fuori rete formativa, a testimonianza del fatto che è identificato come sede di crescita professionale. Sotto il profilo organizzativo la possibilità di offrire dei percorsi è probabilmente l’aspetto più complesso da sviluppare. La sanità oggigiorno non dovrebbe curare solo la malattia, ma la persona nella sua interezza. In questo senso la multidisciplinarietà, unica nel suo genere, offerta dall’Ospedale Niguarda può essere quel valore aggiunto che fa la differenza e che alimenta un circolo virtuoso di comportamenti.
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