Un Testo Unico invece di un altro rattoppo al SSN

Scritto il 10/02/2026

Il decreto di legge delega  per la riorganizzazione e il potenziamento dell’assistenza territoriale e ospedaliera, approvato dal Consiglio dei Ministri il 12 gennaio, può essere analizzato considerando tre diversi aspetti.
Il primo riguarda i diversi organi previsti dall’iter di approvazione: Ministero della Salute, parere della conferenza Stato-Regioni, approvazione del Parlamento che in caso di parere negativo potrà essere superato comunque dal Governo. Si può dire che difficilmente potrà essere rispettato il termine del 31 dicembre 2026 e con molta probabilità si dovrà ricorrere alla proroga di 18 mesi prevista dal disegno di legge.
Il secondo riguarda la contraddizione, già messa in rilievo da molti commentatori, tra l’articolo che prevede l’entrata in vigore dei decreti solo in presenza di una adeguata copertura delle spese ulteriori e quello che prevede la classica clausola secondo cui “nessun onere dovrà derivare per la finanza pubblica”.
Il terzo riguarda i contenuti per i quali vale il detto secondo cui “ il rattoppo è peggio dello strappo” o, con citazione evangelica,  “non si può mettere il vino nuovo in otri vecchi”. 

Entrando nel merito dei contenuti si può dire che sarebbe stato preferibile prevedere una delega di 18 mesi per la realizzazione di un testo unico delle innumerevoli leggi, leggine, articoli di legge di bilancio, articoli vari sparsi in varie leggi non specifiche per il sistema di tutela della salute, in modo da evidenziare contraddizioni e per stabilire una solida base per procedere alla semplificazione.
Tutti coloro che operano nel sistema a vari livelli e con diverse responsabilità sono vittime di contraddizioni, incertezze interpretative, norme vigenti ma non rispettate, norme ripetute di altre norme che non sono state applicate che aumentano il carico burocratico non solo di chi svolge funzioni amministrative, ma cosa più grave, anche medici, infermieri, altri professionisti della sanità. Invece, il disegno di legge delega prefigura l’emanazione di decreti che rappresenteranno l’ennesimo presunto rattoppo che aggraverà i problemi. Purtroppo le prime vittime saranno i pazienti e i professionisti che saranno indotti ulteriormente a cercare alternative fuori dall’SSN, all’estero o in strutture private.