Un ictus ogni pochi minuti, una corsa contro il tempo in cui ogni secondo può salvare milioni di neuroni. All’Ospedale Niguarda di Milano, il reparto diretto dalla dottoressa Maria Sessa, rappresenta oggi un punto di riferimento nazionale per la gestione delle patologie neurologiche acute e complesse. Con due Strutture Complesse – Neurologia e Neurologia Vascolare d’Urgenza e Stroke Unit – e la presenza di due neurologi di guardia 24 ore su 24, il modello organizzativo di questo reparto garantisce una presa in carico immediata e altamente specialistica. Neuroradiologia interventistica h24, protocolli clinico-assistenziali aggiornati alle più recenti linee guida e un approccio multidisciplinare strutturato consentono di ampliare l’accesso alle terapie di riperfusione e di migliorare gli outcome. Questo non solo per l’ictus: demenze, sclerosi multipla, miastenia, epilessia e disturbi del movimento trovano qui percorsi dedicati e integrati. Tecnologia, ricerca clinica e umanizzazione delle cure si fondono in un’organizzazione che fa della rapidità e della competenza la propria cifra distintiva. In questa intervista, la responsabile del Reparto racconta come si costruisce, ogni giorno, l’eccellenza neurologica.
Il Reparto da lei diretto è considerato un punto di riferimento nazionale: quali tecnologie e quali innovazioni diagnostiche e terapeutiche vi consentono oggi di intervenire in modo così tempestivo ed efficace nei casi di ictus e patologie neurologiche complesse?
Il nostro reparto si è affermato come centro di eccellenza nell’ambito delle patologie neurologiche grazie a un approccio che fonde l’aggiornamento continuo di tutti gli attori coinvolti, la velocità operativa e l’alta tecnologia. Questo vale sia per la patologia acuta che per le patologie neurologiche ad andamento cronico. Il primo fattore è quello umano: personale medico, infermieristico, tecnico motivato e costantemente aggiornato. Da poco, in seguito ad una modifica del Piano Operativo Aziendale del Niguarda, sono presenti due Strutture Complesse, la SC Neurologia e la SC Neurologia Vascolare d’Urgenza e Stroke Unit. A seguito di questa riorganizzazione, sono presenti due neurologi di guardia di cui uno dedicato alla patologia cerebrovascolare e uno dedicato a tutte le urgenze neurologiche non-vascolari. Questo permette la presa in carico tempestiva di tutte le urgenze neurologiche. Insieme al neurologo, la disponibilità nelle 24 ore di neuroradiologi con grandissima esperienza in neuroradiologia diagnostica e interventistica, di neurofisiopatologi, neurochirurghi, così come del laboratorio analisi, consente un inquadramento in urgenza del paziente che si presenta presso il nostro Pronto Soccorso con segni neurologici acuti, esplorando le possibili diagnosi differenziali e permettendo pertanto di impostare tempestivamente la terapia più appropriate.
L’ictus è una patologia tempo-dipendente: come organizzate il percorso clinico-assistenziale, dal pronto soccorso alla neuroradiologia interventistica, per garantire rapidità decisionale e continuità operativa 24 ore su 24?
L’organizzazione di un percorso per l’ictus si basa non solo sul concetto di “Time is Brain”, ovvero la minimizzazione di ogni latenza per salvare il tessuto cerebrale, ma anche di “Team is Brain”. L’allerta parte dal territorio con la chiamata degli operatori del 112 al triage così che il neurologo dedicato di guardia sia pronto ad accettare il paziente in Pronto Soccorso al suo arrivo, insieme all’urgentista e all’infermiere, e abbia già informazioni rilevanti per le successive scelte terapeutiche. Il paziente con codice stroke viene trasferito con un fast-track in TAC ove è previsto un protocollo neuroradiologico standard, sulla base del quale neurologo e neuroradiologo condividono il successivo iter terapeutico. La rapidità decisionale viene supportata da protocolli clinico-assistenziali (PDTA), aggiornati in tempo reale alle più recenti evidenze e linee guida, che standardizzano le fasi critiche. L’estensione dei criteri di eleggibilità, l’uso di nuove tecnologie di imaging e l’ottimizzazione organizzativa ci permette di aumentare il numero di pazienti sottoposti a trattamenti di riperfusione, garantendo al contempo la massima sicurezza. Fondamentale sono stati periodici incontri di allineamento strategico, gestione dei cambiamenti, monitoraggio periodico dell’operato attraverso opportuni indicatori di percorso e outcome.
Non solo ictus perché uno dei punti di forza di Niguarda è l’approccio multidisciplinare: in che modo i professionisti sanitari collaborano per assicurare una presa in carico precoce e completa del paziente?
Sebbene la patologia cerebrovascolare rappresenti la maggior parte dei ricoveri, il neurologo si trova ad affrontare sfide quotidiane con patologie croniche ad altissima prevalenza, quali demenze, disturbi del movimento, cefalee, epilessia, e con patologie a minore prevalenza, ma estremamente complesse sia nella diagnosi che nella gestione clinica, con un impatto profondo sulla qualità di vita dei pazienti, come ad esempio la sclerosi multipla e la miastenia gravis. Facciamo un paio di esempi. L’introduzione di nuovi farmaci per i pazienti affetti da malattia di Alzheimer in fase precoce ha rivoluzionato l’approccio diagnostico al decadimento cognitivo. Cambia il paradigma dell’emergenza e diventa imperativa, anche in una malattia cronica, una diagnosi tempestiva. Niguarda si è trovato pronto: percorsi dedicati in Casa di Comunità per un’intercettazione precoce da parte del neurologo su segnalazione del medico di medicina generale, invio al Centro per i Disturbi Cognitivi e le Demenze (CDCD) e iter diagnostico strutturato grazie alla stretta collaborazione con Neuroradiologia, Medicina Nucleare, Laboratorio Analisi.
Nel percorso di gestione dei pazienti con Sclerosi Multipla, malattia cronica complessa, imprevedibile e caratterizzata da un’ampia varietà di sintomi fisici, cognitivi e psicologici, è ben strutturato un approccio che, oltre al neurologo, prevede diverse figure professionali quali l’infermiere specializzato, lo psicologo, il fisioterapista e il terapista occupazionale, e diversi specialisti quali urologo, ginecologo, infettivologo, oculista, cardiologo, dermatologo, solo per citarne alcuni, che sono coinvolti nella gestione dei sintomi/complicanze, nello screening pre-terapia per definire il profilo di rischio del paziente e scegliere la terapia più adatta e nel monitoraggio dei potenziali effetti avversi, per la pianificazione della gravidanza.
Oltre all’eccellenza clinica, quanto conta l’attenzione alla persona e alla sua famiglia nel percorso di cura neurologico, e quali strumenti adottate per garantire un’assistenza personalizzata e umanizzata?
L’attenzione alla persona e alla sua famiglia non è solo un complemento all’eccellenza clinica, ma un pilastro fondamentale che influenza direttamente gli esiti di salute e la qualità della vita. Gli elementi determinanti per umanizzare l’assistenza si articolano su tre aree principali: relazionale, organizzativa e strutturale. La neurologia pone particolare cura all’area relazionale; ad esempio, abbiamo una psicologa in organico, realtà abbastanza unica nel panorama sanitario italiano, che collabora con medici e infermieri e ci affianca nella comunicazione diagnosi croniche o invalidanti, supporta il paziente nella gestione dell’impatto emotivo del ricovero e della diagnosi, fornisce strumenti ai familiari per gestire i cambiamenti comportamentali del malato e il carico emotivo dell’assistenza. In ambito organizzativo possiamo fare un altro esempio: i pazienti con emicrania cronica o ad alta frequenza e refrattari alle terapie standard – spesso giovani e nel pieno dell’attività professionale – necessitano accessi ospedalieri ripetuti per la dispensazione/somministrazione di terapie di profilassi. Per facilitare la gestione e aumentare l’aderenza terapeutica, abbiamo previsto un approccio integrato che coinvolga, oltre alla gestione squisitamente specialistica, la pianificazione logistica e il supporto psicologico. Al primo accesso forniamo al paziente l’agenda annuale delle successive sedute finalizzata a migliorare l’esperienza del paziente, facilitando la pianificazione della vita personale e professionale e garantendo continuità terapeutica. Inoltre è disponibile un percorso psicologico con interventi psicoeducativi mirati alla comprensione delle dinamiche cefalea-stress e tecniche di rilassamento per la riduzione della tensione muscolare e dello stress. Dal punto di vista strutturale, l’Ospedale Niguarda è considerato estremamente complesso, configurandosi come una vera e propria “città nella città”. Ci piacerebbe sviluppare una app per guidare i nostri pazienti neurologici nel loro percorso all’interno del Niguarda. 2058
Qual è il ruolo della ricerca clinica e della formazione continua nel mantenere il vostro dipartimento ai vertici dell’eccellenza, e quali sono le prossime sfide o progetti su cui state investendo?
La ricerca clinica e la formazione continua rappresentano le fondamenta su cui si regge l’eccellenza di un dipartimento sanitario moderno nel 2026, agendo come motori gemelli per l’innovazione e la sicurezza delle cure. La ricerca non è solo un’attività accademica, ma uno strumento strategico per elevare gli standard assistenziali. Partecipare a trials clinici o studi multicentrici inserisce la struttura in network nazionali ed internazionali, favorendo lo scambio di informazioni e l’elevazione scientifica di tutto lo staff. Se guardiamo il tema con la prospettiva del paziente, i trials permettono ai pazienti di accedere a terapie, in un setting qualitativamente rigoroso, prima che diventino standard di cura. Nonostante le difficoltà strutturali, organizzative e burocratiche che le ASST affrontano nel bilanciare le esigenze assistenziali con la promozione della ricerca, l’impegno verso la ricerca clinica resta un pilastro della Neurologia. Il case mix, la competenza dello staff, l’aderenza alle buone pratiche cliniche e alle norme etiche, l’affidabilità e integrità dei dati clinici, uniti alla multidisciplinarietà e all’infrastruttura tecnologica del Niguarda, rendono la Neurologia un centro altamente affidabile nel processo di site selection per studi clinici sponsorizzati e non. E ciò è testimoniato dall’elevato numero di studi su diverse patologie neurologiche, e in particolare malattie cerebrovascolari, miastenia gravis, sclerosi multipla, epilessia, a cui partecipiamo o di cui siamo centro coordinatore.