Il progetto “Tracce di Frida – il corpo resiliente” è un’iniziativa di umanizzazione delle cure nata all’interno dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria (AOU) di Modena, specificamente nell’ambulatorio multidisciplinare delle Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali ed Articolari. Ispirato alla figura dell’artista Frida Kahlo il progetto utilizza la danza come strumento di cura complementare, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita, ridurre la percezione del dolore e migliorare l’attività della malattia, fornendo alle pazienti uno strumento per riappropriarsi positivamente del proprio corpo nel lungo periodo.nL’iniziativa ha coinvolto 12 donne affette da Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali associate a Spondiloartrite Assiale o Periferica: le partecipanti avevano subito interventi di chirurgia addominale e affrontavano patologie croniche e invalidanti che, insieme agli effetti delle terapie mediche e chirurgiche, causano un’alterata percezione dell’immagine corporea, forte stress emotivo, isolamento e difficoltà relazionali e sociali.nIl progetto è stato reso possibile grazie a un solido Protocollo d’Intesa stipulato tra l’AOU di Modena e la Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto: questa partnership rappresenta un’eccellente fusione tra medicina e arte (welfare culturale). Per l’esecuzione è stato creato un team multidisciplinare composto da coreografi qualificati, gastroenterologi, reumatologi, medici fisiatri e psicologi.nLe 12 pazienti sono state accolte per 9 incontri della durata di due ore direttamente all’interno della palestra dell’Ospedale Civile di Baggiovara, portando l’arte nel luogo di cura: la danza ha innescato un’attivazione di risorse fisiche, cognitive ed emozionali all’interno di un contesto sociale e cooperativo, promuovendo il benessere psicofisico complessivo.nnL’efficacia del progetto è stata misurata sia attraverso questionari somministrati alle pazienti, sia tramite specifici score clinici valutati dai medici per misurare l’attività delle malattie: i risultati hanno confermato il raggiungimento di tutti gli obiettivi prefissati poichè è stato registrato un netto miglioramento della qualità della vita, una riduzione del dolore e un miglioramento del quadro infiammatorio clinico.nIl più grande successo dell’iniziativa risiede nell’impatto umano sulle partecipanti, le quali hanno potuto smettere di identificarsi unicamente con la propria condizione clinica, arrivando ad affermare: «Io sono una persona, non sono la mia malattia».n
La danza come strumento di cura
Scritto il 23/03/2026
da Saverio Nardella
