Arte su prescrizione medica: la sperimentazione dell’Asl To3

Scritto il 26/01/2026

L’ASL TO3 ha avviato in Piemonte il progetto sperimentale Museo Benessere, un’iniziativa che integra le cure mediche territoriali con la fruizione del patrimonio culturale.

Con la presentazione del 22 gennaio 2026, l’iniziativa stabilisce una nuova impostazione per l’assistenza sul territorio. “Con questo progetto la sanità territoriale si apre alla Comunità e si trasforma in un luogo di salute che dialoga con la cultura, l’inclusione e la partecipazione”, sottolinea Giovanni La Valle, Direttore Generale dell’ASL TO3, che evidenzia come l’iniziativa rappresenti “il superamento del modello tradizionale di cura, che è il cuore e il fondamento del nostro progetto”. La cultura e l’arte trovano così spazio come dispositivi di cura effettivi all’interno della prescrizione sociale, affiancando alla loro valenza ludica un ruolo terapeutico riconosciuto.

Le basi scientifiche del progetto sono solide e ben documentate. Il rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità del 2019 ha analizzato oltre 3.000 studi internazionali, dimostrando il ruolo significativo delle arti nella prevenzione, nel sostegno psicologico, nella gestione delle malattie croniche e nel miglioramento della qualità della vita. Le esperienze culturali, evidenziano le ricerche, attivano meccanismi psicologici, biologici e sociali che operano su più livelli – individuali, di gruppo e comunitari – favorendo benessere, partecipazione e inclusione sociale.

Sorge spontanea una domanda: quale contributo possono offrire le istituzioni artistiche di fronte alle fragilità psicologiche sempre più presenti nel tessuto sociale contemporaneo? La risposta risiede nella vocazione al servizio pubblico che caratterizza musei e organismi culturali, un principio fondante della museologia sostenuto da figure come Franco Russoli e James Bradburne. Questa visione implica un impegno costante nell’intercettare e interpretare le necessità del territorio di riferimento, sviluppando proposte adeguate.

Definito questo orizzonte concettuale, emerge la questione pratica: quali strumenti concreti possono mettere in campo le istituzioni museali e il patrimonio artistico per sostenere il benessere psichico? Sarebbe ingenuo pensare che la “prescrizione culturale” possa da sola risolvere problematiche complesse. Il settore può però offrire un apporto significativo all’interno di un approccio integrato e multidisciplinare, secondo quanto raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Si tratta di costruire alleanze tra professionisti della cultura, della sanità, dell’ambito sociale e delle amministrazioni pubbliche, ciascuno con il proprio bagaglio di competenze. L’obiettivo comune – promuovere e tutelare la salute – si declina attraverso interventi differenziati, calibrati sulle reali possibilità di ciascun attore coinvolto.

Sulla base di tali evidenze, l’ASL TO3 ha dato seguito operativo alla teoria, strutturando un modello che include la prescrizione sociale nel sistema sanitario locale. Il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo, arrivato tramite il Cantiere Cultura e Salute 2025, ribadisce l’alto valore strategico dell’iniziativa.

Come si viene inseriti nel progetto?  Il meccanismo è semplice. I medici di medicina generale, accanto alle consuete indicazioni terapeutiche, possono ora prescrivere ai propri pazienti, attraverso una vera e propria ricetta bianca, visite museali e attività artistiche, inserendole formalmente nei percorsi di cura. È la cosiddetta prescrizione sociale: una forma di intervento con cui gli operatori sanitari mettono i pazienti in contatto con servizi non sanitari della comunità, per migliorare la salute e il benessere con un approccio olistico e centrato sulla persona.

Il medico identifica il paziente che può beneficiare del percorso e prescrive l’attività. La prenotazione avviene tramite il CUP del Polo Sanitario di Oulx, garantendo l’integrazione con il sistema sanitario regionale. I pazienti vengono organizzati in piccoli gruppi e accompagnati nei musei da un’équipe multiprofessionale composta da infermieri, psicologi e artisti. Il percorso prevede un monitoraggio clinico continuativo e una valutazione finale degli esiti, secondo criteri di evidence-based medicine.

Il percorso si rivolge specificamente a persone in situazioni di fragilità: adulti e anziani soli, persone con ansia o fragilità psicologiche, individui con disabilità intellettive lievi, soggetti a rischio di isolamento sociale, pazienti con patologie croniche o vulnerabilità sociali. Si tratta di categorie per le quali l’approccio farmacologico tradizionale spesso non è sufficiente e per le quali la dimensione relazionale, emotiva e sociale della cura assume un’importanza determinante.

L’isolamento sociale, in particolare, rappresenta un fattore di rischio significativo per la salute fisica e mentale, comparabile al fumo o all’obesità in termini di impatto sulla mortalità. Le attività culturali di gruppo offrono opportunità di socializzazione, stimolazione cognitiva e recupero del senso di appartenenza comunitaria, elementi cruciali per il benessere psicofisico delle persone fragili.

I partner culturali: eccellenza e territorio

Il progetto vede la collaborazione di due istituzioni culturali di eccellenza del territorio dell’ASL TO3. Il Castello di Rivoli – Museo d’Arte Contemporanea, già partner dell’azienda sanitaria in percorsi come Passeggiarte e nelle iniziative legate ai gruppi di cammino e all’allattamento materno, mette a disposizione le proprie collezioni e competenze nel campo dell’arte contemporanea. “Il Castello di Rivoli aderisce al progetto Museo Benessere come iniziativa veramente sperimentale nella riconsiderazione del ruolo dell’arte nella società di oggi”, afferma Francesco Manacorda, Direttore del Castello di Rivoli, sottolineando come “l’arte è un’esperienza in grado di incidere sulle dimensioni cognitive, emotive e relazionali dell’individuo”.

La Reggia di Venaria, sede della grande Festa della Nascita e luogo privilegiato per attività dedicate ai primi 1.000 giorni di vita, completa l’offerta culturale con i suoi spazi storici e le sue proposte esperienziali. Michele Briamonte e Chiara Teolato, Presidente e Direttrice del Consorzio delle Residenze Reali Sabaude, esprimono grande soddisfazione: “Siamo molto lieti di essere stati coinvolti dall’ASL TO3 in questo progetto particolarmente innovativo che intendiamo promuovere collaborando attivamente nella sua realizzazione”. La loro esperienza in questo campo è consolidata: “Le nostre numerose iniziative in questo ambito testimoniano quanto reputiamo fondamentale investire sulle attività che coniugano il più possibile benessere psicofisico ed esperienze culturali, con risultati significativi per ogni fascia d’età”.

Per i pazienti coinvolti, Museo Benessere prevede un’articolata gamma di attività: visite guidate personalizzate, laboratori creativi, storytelling corporeo, medicina narrativa e percorsi esperienziali pensati per attivare emozioni, memoria, movimento e relazioni. Ogni intervento è calibrato sulle esigenze specifiche del gruppo e degli individui, con particolare attenzione alle dimensioni cognitive, emotive e relazionali. “Abbiamo il privilegio di avere sul territorio due realtà culturali di eccellenza, come il Castello di Rivoli e la Reggia di Venaria”, conclude La Valle, ringraziando i partner “per la disponibilità a collaborare, dando concretezza all’idea inclusiva” che anima l’intero progetto.