Secondo la piattaforma JRP HI, automazione e logistica intelligente possono ridurre tempi operativi e attese. Intanto si accelera il rinnovamento di un patrimonio ospedaliero sempre più datato, con oltre il 60% delle strutture che ha più di cinquant’anni.
Tecnologia, dati e progettazione ridisegnano la sanità. Ma un ospedale che cura meglio non dipende solo da nuovi muri o tecnologie più avanzate: dipende soprattutto dalla capacità di misurare se l’innovazione funziona davvero. Dunque come valutare l’impatto reale delle trasformazioni nella sanità? Una domanda a cui ha cercato di rispondere il 4° Annual Meeting del Joint Research Partnership Healthcare Infrastructures (JRP HI), intitolato “Next Generation Hospital: misurare l’innovazione”, ospitato al Politecnico di Milano. Un confronto tra istituzioni, ricerca e industria per capire come guidare la più ampia stagione di rinnovamento dell’edilizia ospedaliera italiana degli ultimi decenni.
Un incontro che arriva proprio in una fase di profonda trasformazione delle infrastrutture sanitarie. Accanto alle risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza dedicate alla sanità territoriale, sono in corso nuovi programmi di investimento che stanno ridefinendo il modello ospedaliero. In Italia sono oltre 60 i nuovi ospedali attualmente in fase di progettazione o realizzazione, mentre il sistema sanitario evolve verso una riduzione delle degenze tradizionali e un rafforzamento delle attività diagnostiche, chirurgiche e diurne. Una trasformazione che modifica radicalmente anche la progettazione degli spazi e l’organizzazione dei servizi.
Il valore complessivo degli interventi supera i 10 miliardi di euro. Gran parte delle risorse arriva da finanziamenti pubblici attivati attraverso gli Accordi di Programma Stato-Regioni, cui si affiancano strumenti di partenariato pubblico-privato e un ruolo crescente dell’INAIL nel sostegno alla realizzazione di nuove strutture sanitarie.
In uno scenario di investimenti così rilevanti, la sfida non è solo costruire nuovi edifici ma dimostrare che le innovazioni introdotte migliorano davvero l’efficienza e la qualità dell’assistenza. I dati presentati durante il Meeting indicano come automazione e intelligenza artificiale possano incidere in modo significativo sull’organizzazione ospedaliera.
I sistemi automatizzati di gestione del farmaco, ad esempio, permettono di ridurre fino al 50% i tempi operativi legati alla distribuzione dei medicinali. La logistica automatizzata può liberare fino al 30% del tempo del personale infermieristico dalle attività a basso valore aggiunto, consentendo di concentrarsi maggiormente sull’assistenza ai pazienti. L’uso dell’intelligenza artificiale nella gestione dei flussi e dei posti letto è invece associato a una riduzione della degenza media fino al 10-15% e dei tempi di attesa fino al 20%.
Parallelamente cresce il ruolo della robotica nelle attività di supporto: secondo le stime della piattaforma di ricerca, nei prossimi decenni circa il 40% delle attività ospedaliere non cliniche potrebbe essere svolto da sistemi robotizzati.
Al centro del dibattito resta però un punto cruciale: rendere misurabile l’innovazione. “Dopo aver definito cosa intendiamo per ospedale di nuova generazione, oggi il vero tema è come misurarlo», spiega Stefano Capolongo, presidente della piattaforma di ricerca JRP HI e professore del Politecnico di Milano. «Senza strumenti di misurazione condivisi non è possibile migliorare, confrontare esperienze o orientare correttamente gli investimenti pubblici».
Il confronto tra diverse amministrazioni regionali impegnate nei programmi di rinnovamento dell’edilizia sanitaria, ha inoltre evidenziato alcune criticità comuni. Tra queste, i tempi amministrativi spesso troppo lunghi e la necessità di rafforzare le competenze tecniche della pubblica amministrazione nella gestione di opere complesse. Allo stesso tempo è emersa anche l’urgenza di accelerare il rinnovamento di un patrimonio edilizio ospedaliero in larga parte datato: oltre il 60% degli ospedali italiani ha più di cinquant’anni.
In questo contesto, il JRP HI si conferma come uno spazio di confronto strategico tra mondo accademico, istituzioni e industria. L’obiettivo è accompagnare la nascita di una nuova generazione di ospedali: più sostenibili, digitali e progettati intorno ai bisogni della persona, ma soprattutto capaci di dimostrare, dati alla mano, che l’innovazione può tradursi in cure migliori.
