Tra innovazione e equità: la sfida delle cure cardiovascolari in Toscana

Scritto il 10/03/2025

Le patologie strutturali cardiache (Structural Heart Disease – SHD) sono malattie del sistema cardiovascolare e colpiscono circa 14 milioni di cittadini in Europa. Ogni anno, 50.000 europei muoiono prematuramente a causa delle malattie delle valvole cardiache (HVD), una delle principali forme di SHD.

In Toscana nel 2022 sono stati circa 3000 i ricoveri per il trattamento delle patologie valvolari, complessivamente in crescita del 20% negli ultimi 10 anni, per un carico assistenziale di circa 10.000 giorni di degenza.

Diagnosi tempestive, percorsi di cura sempre più aderenti ai bisogni di pazienti e innovazioni tecnologiche hanno permesso di migliorare l’aspettativa di vita e la qualità della vita di questi pazienti. Il trattamento delle patologie cardiache ha sicuramente beneficiato nell’ultimo decennio della disponibilità di “Breaktrough Implantable Device”, dispositivi impiantabili altamente innovativi, salvavita e in grado di trasformare il percorso del paziente: si pensi alla TAVI per il trattamento transcatetere della valvola aortica o alla riparazione e sostituzione transcatetere delle valvole mitrale e tricuspide.

In ambito cardiovascolare e in particolare per il trattamento delle patologie cardiache strutturali, la Regione Toscana ha sviluppato delle grandi eccellenze nell’ambito della ricerca e della pratica clinica e rappresenta un punto di riferimento a livello nazionale. Diversi fattori hanno permesso al Servizio Sanitario Regionale di distinguersi per la capacità di soddisfare i bisogni di salute, tra questi anche l’implementazione di un sistema capace di accogliere e sviluppare l’innovazione tecnologica, adottando un modello di governance delle innovazioni basato sulle evidenze e sull’HTA. Unica regione in Italia, ha anche definito e formalizzato un percorso per il riconoscimento dell’innovazione tecnologica simile a quanto avviene a livello nazionale per i farmaci.

L’attuale congiuntura e le pressioni sulla disponibilità di risorse economiche, di personale e strutturali pongono le istituzioni e i professionisti di fronte a importanti sfide per continuare a garantire gli elevati standard di qualità e la capacità di rispondere ai bisogni di salute.  A fronte dell’avanzamento tecnologico e delle terapie, è necessario riflettere su come continuare a migliorare l’accesso alle cure, evitando le disparità territoriali che la struttura del Servizio Sanitario Nazionale potrebbe generare.

Per garantire che i “Breakthrough Implantable Device” siano tempestivamente e ampiamente disponibili per i pazienti con il massimo grado di sicurezza ed efficacia è necessaria una collaborazione efficace tra organi di governo, società scientifiche, autorità sanitarie, HTA, pagatori, direzioni generali e professionisti.

Questo è stato l’obiettivo della tavola “Tra innovazione e equità: la sfida delle cure cardiovascolari in Toscana”, in cui tutti gli stakeholders si sono confrontati per stabilire percorsi per la valutazione precoce, l’adozione e il finanziamento di queste tecnologie in modo da preservarle da misure finanziarie “orizzontali” di contenimento dei costi da sostituire invece con schemi di adozione e finanziamento innovativi,  adattando la metodologia HTA alla malattia, alla tecnologia e all’impatto sui guadagni di efficienza in ambito ospedaliero, proponendo la diffusione di accordi per l’introduzione controllata delle tecnologie e implementando forme di procurement basato sul valore, per valorizzare l’investimento nei trattamenti e nella qualità delle cure sulla base degli esiti.