Un’immagine, una diagnosi, una squadra: la Radiologia che fa grande il Niguarda

Scritto il 29/01/2026

Al Niguarda la Radiologia rappresenta uno dei cuori pulsanti dell’attività clinica quotidiana, un punto di riferimento per l’eccellenza diagnostica e tecnologica a livello nazionale. Ogni giorno, il reparto accoglie centinaia di pazienti provenienti non solo dall’area metropolitana milanese, ma anche da altre regioni italiane, richiamati dalla competenza del personale e dall’affidabilità dei risultati.
Nel solo ultimo anno sono stati eseguiti oltre 300.000 esami, tra radiografie, TAC, risonanze magnetiche e procedure interventistiche, un volume di attività che testimonia l’impegno costante di un’équipe altamente specializzata, capace di coniugare tecnologia d’avanguardia e attenzione umana.
Un reparto e un’equipe che lavorano con una visione integrata della diagnostica per immagini, fondamentale in ogni percorso di cura e che va dalla prevenzione alla chirurgia, fino al follow-up dei pazienti cronici. Innovazione, formazione e collaborazione multidisciplinare rappresentano i pilastri su cui si fonda il suo successo. Dietro ogni immagine, ogni diagnosi, ogni risultato c’è un lavoro di squadra che unisce precisione scientifica e sensibilità clinica.
Ne parliamo con il dott. Angelo Vanzulli, Direttore del Dipartimento e della Struttura Complessa di Radiologia Diagnostica e dell’Emergenza Urgenza per scoprire come si gestisce una mole di lavoro così imponente, quali sono le sfide quotidiane di un grande centro diagnostico e cosa significa mantenere, giorno dopo giorno, lo standard di eccellenza che ha reso il nome di Niguarda sinonimo di qualità e fiducia nella sanità pubblica italiana.

Come si svolge una giornata tipo nel reparto di Radiologia Diagnostica ed Emergenza-Urgenza e quali sono le principali sfide nella gestione dei pazienti critici?

In un ospedale ad alta intensità e complessità come il Niguarda la giornata in Radiologia d’Emergenza-Urgenza è caratterizzata da un flusso continuo e imprevedibile di richieste. L’attività inizia già dalle prime ore del mattino con l’esecuzione di TC e RX urgenti per il Pronto Soccorso, la Stroke Unit, il Trauma Team e le terapie intensive, proseguendo senza soluzione di continuità nelle 24 ore. La sfida principale è conciliare rapidità decisionale, accuratezza diagnostica e sicurezza del paziente, spesso instabile, politraumatizzato o non collaborante. A ciò si aggiunge la necessità di gestire contemporaneamente casi tempo-dipendenti, come ictus, dissezioni vascolari o emorragie interne, mantenendo sempre un’elevata qualità dell’atto diagnostico.
Per questo abbiamo una radiologia completamente dedicata al PS e ai pazienti del Dipartimento di Emergenza, con 2 TC multistrato, una RM ad alto campo e radiologia convenzionale nonché ecografia.

Quanto è fondamentale il lavoro di squadra tra radiologi, medici dell’emergenza e altri specialisti?

Il lavoro di squadra è assolutamente centrale. In un contesto come Niguarda, la radiologia è parte integrante del percorso clinico e non un servizio isolato. Il confronto costante tra radiologi, medici del Pronto Soccorso, anestesisti-rianimatori, chirurghi e traumatologi consente di orientare rapidamente l’esame più appropriato, interpretare i reperti nel corretto contesto clinico e prendere decisioni terapeutiche tempestive. La comunicazione diretta e immediata, spesso verbale oltre che refertata, è uno degli elementi che fanno realmente la differenza nei casi critici.

In che modo le nuove tecnologie di imaging e l’intelligenza artificiale stanno cambiando la radiologia nelle emergenze?

Le tecnologie di imaging di ultima generazione hanno trasformato profondamente la radiologia d’urgenza. TC sempre più rapide, ad alta risoluzione e con riduzione della dose permettono oggi di studiare pazienti critici in pochi secondi, migliorando la diagnosi precoce di patologie tempo-dipendenti.
L’intelligenza artificiale sta progressivamente entrando nella pratica clinica come strumento di supporto, ad esempio nella identificazione delle fratture, nell’identificazione precoce di emorragie intracraniche o di alterazioni ischemiche cerebrali, nonché nella identificazione di embolia polmonare e nell’ottimizzazione dei flussi di lavoro. In un grande ospedale come Niguarda, l’IA non sostituisce il radiologo, ma ne potenzia l’efficacia, soprattutto nei momenti di massimo carico assistenziale.

Che ruolo ha la formazione continua di medici e tecnici nel mantenere elevati standard di qualità e sicurezza?

La formazione continua è un pilastro fondamentale. In un reparto complesso e ad alta specializzazione, l’aggiornamento costante su linee guida, nuove tecnologie, protocolli di studio, di sicurezza e radioprotezione è indispensabile.
Medici radiologi e tecnici di radiologia lavorano in stretta sinergia e devono condividere competenze tecniche, cliniche e organizzative. La formazione non riguarda solo l’aspetto scientifico, ma anche la gestione del rischio clinico, la comunicazione interprofessionale e l’appropriatezza degli esami, elementi essenziali per garantire qualità e sicurezza al paziente.

Quali sono gli elementi chiave per diventare e rimanere un centro di eccellenza a livello nazionale e internazionale?

L’eccellenza nasce dall’integrazione di più fattori: elevata competenza professionale, forte multidisciplinarietà, investimento continuo in tecnologia, attenzione alla qualità e alla sicurezza, attività di ricerca e didattica.
Uno dei punti di forza del Niguarda è la forte integrazione con la didattica: La radiologia del Niguarda è sede di scuola di specialità della Università di Milano e sono sempre presenti 35 medici specializzandi che contribuiscono con la loro attività a stimolare la conoscenza, l’aggiornamento e la condivisione delle attività cliniche e di ricerca.