Nuove reti, nuove figure professionali, maggiore responsabilità scientifica
Il decreto correttivo agli IRCCS rappresenta un’opportunità concreta per rafforzare il sistema della ricerca sanitaria, in continuità con il riordino introdotto dal D.Lgs. 23 dicembre 2022, n. 200 e con gli indirizzi della Missione 6 del PNRR Salute. Ma senza una governance interna solida, la riforma rischia di restare sulla carta. Il caso DAIRI di Alessandria mostra come l’organizzazione possa fare la differenza
Le tre leve della riforma
- Rafforzamento delle reti e definizione di indicatori scientifici
- Introduzione e valorizzazione di figure dedicate alla ricerca
- Rendicontazione focalizzata sull’attività scientifica
La riforma degli IRCCS rafforza il ruolo delle reti di ricerca e introduce strumenti per rendere più strutturata e misurabile l’attività scientifica [1][2]. Vengono valorizzate figure come il coordinatore di ricerca clinica, il data manager e l’infermiere di ricerca, già oggetto di approfondimento nel dibattito di settore [4][5].
L’obiettivo è chiaro: più struttura, più trasparenza, più capacità di valutare risultati e impatto. Tuttavia, l’esperienza insegna che le norme, da sole, non producono qualità. Senza un modello organizzativo coerente, la ricerca resta frammentata e scollegata dai percorsi clinici, con il rischio di dispersione di risorse e competenze [1][2].
Il rischio da evitare
Frammentazione, ritardi, sovrapposizione di funzioni. Senza coordinamento interno, anche le migliori riforme faticano a produrre risultati
La vera sfida è manageriale. Significa integrare ricerca e assistenza, ridurre i tempi di attivazione dei trial, valorizzare il capitale umano e rafforzare la competitività internazionale del sistema IRCCS [2]. Senza una regia chiara, i progetti restano iniziative isolate. Servono strutture che programmino, monitorino e supportino. La ricerca deve diventare un processo core dell’azienda sanitaria, non un’attività parallela.
Questa esigenza è stata affrontata ad Alessandria attraverso il DAIRI – Dipartimento Attività Integrate Ricerca e Innovazione – tra L’Azienda Ospedaliero-Universitaria e l’Asl Al in sinergia con l’Università del Piemonte Orientale. Il modello ha reso la ricerca una funzione strutturata e tracciabile dell’organizzazione aziendale. Le attività di ricerca preclinica, clinica, traslazionale, delle professioni sanitarie, di popolazione e organizzativa trovano oggi un inquadramento unitario all’interno di un sistema che ne governa i processi in modo coerente: dalla progettazione scientifica alla gestione regolatoria, fino alla sostenibilità economica e alla misurazione degli impatti sull’assistenza e sulla programmazione sanitaria. La pianificazione avviene secondo criteri omogenei e condivisi, supportata da procedure standardizzate e da sistemi di indicatori che consentono il monitoraggio continuo delle performance scientifiche, organizzative ed economiche. La rendicontazione non è più un adempimento finale, ma parte integrante della gestione economica e programmatoria, in coerenza con l’impianto normativo che distingue l’attività di ricerca da quella assistenziale [1].
Per le Direzioni generali e sanitarie, un dipartimento come il DAIRI rappresenta un esempio di abilitatore di sistema: riduce la dispersione delle iniziative, rende leggibili e coerenti le priorità scientifiche, facilita l’accesso a bandi competitivi nazionali ed europei e consolida la posizione dell’azienda nel percorso di riconoscimento a IRCCS [3].
Impatto organizzativo
Coordinamento unico, priorità chiare, maggiore attrattività scientifica e finanziaria
Un ulteriore elemento strategico è l’investimento nella formazione specialistica. La riforma valorizza nuove figure, ma queste devono essere adeguatamente preparate.
In questa prospettiva si inserisce il Master universitario di I livello in “Data Management e Coordinamento delle Sperimentazioni Cliniche”, promosso da Università del Piemonte Orientale in collaborazione con il Dairi, patrocinato da Gruppo Italiano Data Manager (GIDM) – Coordinatori di Ricerca Clinica, dall’Associazione Italiana Contract Research Organization (AICRO), dall’Associazione Farmaceutici Industria (AFI) e dalla Società Italiana di Medicina e Farmaceutica (SIMeF) [3]. Il percorso forma professionisti in grado di gestire dati clinici complessi, coordinare studi secondo standard regolatori europei e integrare dimensione metodologica e pratica assistenziale, in linea con l’evoluzione normativa e organizzativa delineata dalla riforma [4][5]. Sono aperte le iscrizioni alla quarta edizione del Master; per informazioni è possibile contattare l’indirizzo e-mail master.datamanagement@uniupo.it
Profili chiave
Data manager per la qualità dei dati; coordinatori per l’esecuzione dei trial; infermieri di ricerca per l’integrazione clinica
La riforma apre una fase nuova per gli IRCCS. Più trasparenza, più responsabilità, più centralità scientifica. Ma il successo dipenderà dalla capacità delle aziende di dotarsi di modelli interni solidi, capaci di trasformare la conoscenza in valore organizzato.
Un IRCCS efficace non è solo un luogo di produzione scientifica. È un sistema che integra evidenze e assistenza, attrae competenze e misura i risultati. La vera riforma è manageriale: organizzare la conoscenza per rendere il sistema sanitario più forte, competitivo e sostenibile [1][2][3].
Bibliografia essenziale
- Decreto Legislativo 23 dicembre 2022, n. 200, “Riordino della disciplina degli IRCCS”, Gazzetta Ufficiale n. 304 del 30 dicembre 2022
- Ministero della Salute, “Riforma degli IRCCS”, Missione 6 – PNRR Salute
- https://www.ospedale.al.it/it/azienda-ospedaliera/organizzazione-aziendale/dipartimenti-sanitari/dipartimento-attivita-integrate-ricerca-innovazione
- Sanità33, “IRCCS, via libera alla riforma: più ricerca, nuove figure e reti rafforzate”, 2026
- Quotidiano Sanità, “Decreto riordino IRCCS. Il testo in Stato-Regioni: arrivano i consulenti senior e nuove figure”, 2026
